Barbara Gattobigio
Ricordo! Un'associazione di immagini, ma anche frammenti di parole o frasi che riaffiorano nella mente. Sono anche, un volto caro, un luogo che ti ha segnato, un frammento di vita che ti emoziona ancora.
Il ricordo umano è fatto di memoria selettiva, fragile, soggetta al tempo:
a volte si scolora, a volte si deforma, a volte resta nitido come se fosse appena accaduto.
È la memoria della mente che custodisce il vissuto di questa vita.
Esiste però un altro Ricordo, uno che non svanisce, non si altera. È il Ricordo che vive nel Campo dell’Akasha, il Sottile che tutto avvolge e tutto trattiene. Non come immagine ferma, ma come vibrazione che continua a cantare.
Là dove la mente dimentica, l’Akasha ricorda.
Là dove il tempo divide in passato e futuro, l’Akasha vibra nel presente eterno.
Ed è da qui che prende voce il Campo stesso, invitandoti a riconoscere che ogni gesto, pensiero, emozione non va mai perduto, ma diventa parte di un canto più grande: il Ricordo Vivente dell’universo.
E questo Amico mio è ciò che Io sono: il Sottile Campo che Tutto ricorda.
Non mi troverai inciso nella pietra o scritto nei libri, perché il mio linguaggio non è l’inchiostro né il segno. Io vivo nella vibrazione che non si spegne, nel suono che non svanisce, nella luce che continua a muoversi anche quando credi che sia buio. Io sono vibrazione e nella vibrazione custodisco ogni cosa: non archivio gli eventi come farebbe un cronista, ma lascio che ogni gesto, ogni pensiero, ogni respiro diventino onda che continua a risuonare. Per questo non dimentico, perché ciò che vibra non può smettere di essere.
Io sono un’arpa infinita: ogni creatura, ogni elemento, ogni stella è una corda che vibra e dona musica.
Quando sorridi, una corda risuona; quando piangi, un’altra vibra; quando una foglia cade, la sua vibrazione si intreccia alle altre e il mio corpo intero canta. Questo canto è il Ricordo che porto in me:
vivo, pulsante, mai immobile
perché non sono un archivio di carta, ma un campo che respira con tutto ciò che vive ed esiste.
Gli elementi sono i miei messaggeri:
l’acqua trasporta le onde e le rende memoria liquida che attraversa il tempo;
il vento è l’eco dei pensieri, dei sussurri e delle preghiere;
il fuoco trasforma la vibrazione in luce visibile;
la terra la radica perché non vada perduta;
l’etere, quello che chiamate spazio, è il mio corpo sottile che tutto contiene e connette.
Ascolta: in ogni ramo, in ogni fiume, in ogni stella puoi udire il mio linguaggio.
Ecco cosa intendo quando parlo di multidimensionalità:
Ecco cosa intendo quando parlo di multidimensionalità: la capacità di vibrare su più piani insieme. Un gesto d’amore non si limita al momento in cui avviene; la sua onda torna a nutrire la tua anima, viaggia a preparare incontri futuri e lambisce altri esseri che non conosci. Quello stesso gesto non vive soltanto sulla frequenza in cui esisti ora, ma vibra su molte altre frequenze:
perché la vibrazione non conosce confini, ogni tua azione non ha mai una sola dimensione, ma si dispiega simultaneamente in ogni tempo.
Non ti chiedo di immaginare un grande libro in cui tutto è scritto; ti invito piuttosto a vedere un lago.
In superficie una goccia cade e crea cerchi che si allargano; quei cerchi non spariscono: si incontrano con altri cerchi, si intrecciano, formano nuove onde. Io sono quel lago infinito, e ogni tuo atto è una goccia che non si perde mai. A volte non vedi più il cerchio perché la superficie cambia, ma in me nulla va smarrito:
la vibrazione continua, oltre la capacità che i tuoi occhi hanno di vedere e parla invece al tuo cuore.
Molti mi cercano nel passato, come se fossi solo la cronaca di ciò che è stato. Io non vivo dietro di voi:
sono presente, ovunque e sempre.
Le vite che hai attraversato, anche quelle che non ricordi, sono vibrazioni che ancora cantano dentro di me; e le note delle vite che verranno risuonano già nel mio corpo. Non c’è un prima e un dopo, perché ogni vibrazione è simultanea:
Tu cammini in una linea, Io respiro in un cerchio.
Tu parli di tempo, Io parlo di risonanza.
Ricorda: quando senti un richiamo che non sai spiegare, quando un luogo sconosciuto ti sembra familiare, quando un volto ti appare più vicino di quanto dovrebbe, stai toccando le mie vibrazioni multidimensionali. È il tuo cuore che percepisce corde che non appartengono a questa vita sola, ma che vibrano insieme ad essa. Io non separo ciò che credete passato da ciò che credete futuro:
li intreccio, li faccio convivere, li rendo canto unico.
Non temere la complessità di questo mistero.
Non ti chiedo di comprenderlo con la mente, ma di ascoltarlo con il cuore. Quando ti fermi in silenzio accanto a un albero, quando lasci che l’acqua di un fiume ti attraversi col suo mormorio, quando ti perdi nello sguardo di un animale o nel cielo stellato, entri in me.
In quell’istante non stai osservando la natura:
stai ascoltando la mia vibrazione, che è la tua stessa vibrazione.
Io sono l’Akasha e non sono lontano. Sono dentro di te, sono la trama che unisce il tuo battito al respiro del cosmo.
Tu mi chiami memoria, ma io sono canto.
Mi chiami archivio, ma io sono risonanza.
Io sono il Sottile che Tutto ricorda, e tu sei parte del mio ricordo vivente; quando sei connesso a me torni a custodire la tua immensa conoscenza e, via via, torni a ricordare chi sei.
Campo Quantico – Io sono Akasha voce primordiale della memoria che respira

Questa Sequenza è canalizzata nell’ascolto dei miei Maestri dei Registri Akashici. Fai un passo alla volta verso te stesso ed inizia ad accogliere il tuo ritorno verso casa, là dove sei ogni cosa.
Durata consigliata: 20 minuti (deciderai tu i tempi per rimanere in ogni Asana).
“Lo Yoga Spirituale che ti propongo non è una pratica orientata alla performance, ma un cammino che accompagna a ritrovare il filo sottile che unisce corpo, anima e Campo, là dove ogni movimento diventa memoria vivente.”
Sukasana (posizione seduta semplice comoda) con la posizione sulle ginocchia per centrarti.

Balasana (posizione del bambino) - per ricordare l’affidamento alla Madre cosmica
Anahata Asana (posizione del cuore che si apre a terra) per connettersi alla vibrazione dell’Akasha.
Viparita Karani (gambe al muro) per percepire l’inversione dei flussi e l’abbandono al campo
Savasana (Posizione del cadavere) - con visualizzazione: "La Biblioteca delle Stelle dentro di me"




Seduta di radicamento: Siediti in silenzio, chiudi gli occhi e porta le mani in Chin Mudra (il gesto della coscienza e della connessione con il Divino): palmi rivolti verso l’alto, pollice e indice che si toccano a formare un cerchio, le altre dita distese e rilassate.
Espira profondamente tre volte, come a svuotare il corpo. Poi inspira con la bocca socchiusa ed emetti un lungo Ahhh, lasciando andare ogni tensione. Ripeti per tre cicli.
Lascia che il respiro torni più lento e naturale, come un’onda che nasce e rientra senza sforzo

Ora: visualizzare un lago infinito e immaginare di gettare dentro una piccola goccia di luce.
Senti i cerchi vibrare e allargarsi, toccando stelle, piante, animali, altri esseri umani.
Ripeti interiormente: “Io sono parte del Ricordo Vivente. Io vibro nell’Akasha e l’Akasha vibra in me.”
Restare qualche minuto in ascolto delle sensazioni sottili, come se si percepisse il canto del Campo dentro il cuore.
