Corvo, messaggero tra i mondi: la via del risveglio interiore

Corvo, messaggero tra i mondi: la via del risveglio interiore

Corvo, messaggero tra i mondi: la via del risveglio interiore

Quando le forze contrapposte che vibrano dentro di te mancano di equilibrio, ciò che andrai creando sarà solo separazione. 

Non esiste luce senza buio.
Non esiste positivo senza negativo, ma quando violi l'equilibrio di questa legge indivisibile, ciò che andrai realizzando, sarà lo sbilanciamento dei tuoi estremi e sarai tutto fuorché ciò che dovresti essere.

Tutto ebbe inizio da quell’eterna ed indissolubile rappresentazione, di quando riconobbi la mia immagine riflessa in uno specchio d’acqua.

L’infinita conoscenza universale vibrò in me ed attraverso la mia potente chiarovisione sarei stato eterno simbolo di saggezza e messaggero del Divino.

Il primo istante, dalla notte dei tempi, fu dunque decisivo.

Dal piumaggio nero e dalla profondità del mio sguardo, la missione che io ed i miei fratelli e sorelle avremmo ereditato dalla nostra famiglia d’origine sarebbe stata destinata a segnare l’umanità in modo indelebile.

Storie e leggende sarebbero state scritte su di me e sarei stato tanto elevato quanto macchiato, ben oltre la rappresentazione simbolica più stretta.

E fu così che, nell’immaginario collettivo di certe vostre culture fui chiamato in modo dispregiativo uccellaccio del malaugurio mentre per altre, rappresentai il messaggero del Divino, quel ponte naturale, ad alta fluidità vibrazionale che connette la Terra alla conoscenza universale infinita.

Io sono il Corvo, della famiglia dei Corvidae, dell’ordine dei Passeriformi, colui che, attraverso i fazzoletti di terra che si formarono dalle glaciazioni del Pleistocene, tra due grandi placche di continenti, transitò dal vecchio mondo chiamato Eurasia e che colonizzò per primo fin verso l’America del Nord.

Attraversando questi continenti, la mia famiglia portò con sé quella conoscenza che univa la Madre Terra all’infinita potenza del Tutto che fu riconosciuta, milioni di anni più tardi, da tutti quei popoli millenari che affondavano tanto le loro radici nella profondità della Terra ma che ricordavano e nutrivano l’elevazione della propria coscienza a quell’infinito Sé superiore che tutto unisce.

Attraversando cieli carichi di ghiaccio e silenzi ancestrali, io non portavo soltanto il mio corpo, ma la memoria del mondo. Ogni battito d’ala era un attraversamento di soglia. Ogni terra raggiunta non era dominio, ma osservazione. Ho importo a vivere accano all’uomo, a studiarne i gesti, a comprenderne le paure. Ho visto nascere villaggi e crollare imperi. Ho sostato sui campi di battaglia e sui rami dei boschi sacri. Ho ascoltato preghiere sussurrate al vento e ho percepito il tremore di chi cercava un segno. Per questo mi temete:

non perché io porti sventura, ma perché porto verità. E la verità, quando non è pronta a essere accolta, viene travestita da presagio oscuro.

Continuum tra anima, intelligenza cosmica ma anche l’immagine dello spirito che accompagna la stessa anima a trovare la forza ed il coraggio necessario per guardare verso l’Oltre della tangibilità materiale del mondo.

E poi, esistono tradizioni, società e culture, che affondano le proprie radici esclusivamente sul quel materialismo nichilista che ha ritenuto necessario rappresentarmi come foriero di oscurità e cattivi presagi e di malasorte.

Ed è proprio a te Amico mio che mi rivolgo! A te, che hai scelto di fidarti solo di ciò che puoi misurare. A te che credi che ogni cosa esiste solo se può essere spiegata e riprodotta.

A te, che anziché vedere la polarità di luce e buio vedi solo buio. A te, che invece vedere la polarità di positivo e negativo vedi solo negativo.

A te, che rimani saldamente e ciecamente ancorato a quelle tradizioni che, anziché espandere la tua visione, la restringono, precludendoti in confini che giorno dopo giorno divengono sempre più stringenti.

Ed attraverso la mia visione e la mia conoscenza ciò che vedo, è che qualunque tuo sbilanciamento, nasce dalla necessità ed incapacità che hai di guardare oltre l’oscurità oltre cui esiste la luce del risveglio.

Ed è per questo, che preferisci rappresentarmi nel presagio peggiore possibile. Perché guardandomi negli occhi, ritroveresti l’accesso a quel portale che sarebbe capace di abbattere la tua oscurità riunendoti ri-connettendoti dal tuo cuore verso l’infinito del Tutto.

Voce alla NaturaAnima Animale

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